Cos'è la STENOTIPIA: parola composta di steno e tipia (dal greco stenòs: stretto , anche scarso, poco ; e da tupos : carattere, colpo, anche battuta).

Quindi: "poche battute" .

La stenotipia è, infatti, un metodo di abbreviazione della scrittura eseguito con una tastiera comunemente chiamata macchina per stenografare.

La macchina esegue battute di uno o più tasti contemporaneamente. La scrittura con la macchina per stenotipia viene eseguita generalmente con lettere alfabetiche. Le attuali macchine per stenotipia hanno la possibilità di poter essere interfacciate al computer per ottenere automaticamente la trascrizione delle battute e produrre un resoconto stenografico leggibile direttamente in formato elettronico nel più breve tempo possibile e con il minor aggravio di fatica per l'operatore (elemento quest'ultimo che costituisce per altro una garanzia di maggiore efficienza operativa).

La stenotipia o anche “resocontazione in diretta”, viene utilizzata ovunque ci sia l'esigenza di trasformare la parola in testo scritto in tempi praticamente immediati. Viene quindi utilizzata in ambito giudiziario, per gli enti locali, per assemblee, convegni, riunioni e quant'altro.

In molti ambiti (p.e. nelle attività parlamentari), l'attività di resocontazione assolve un'importante funzione di carattere cronistorico, consentendo allo storico del futuro di ricostruire gli eventi svoltisi in precedenza nelle assemblee rappresentative. Si tratta a ben guardare di un elemento essenziale per la ricostruzione delle vicende politiche di un paese democratico.

Per questo motivo un resocontista deve considerarsi una figura professionale di alta specializzazione, che non va confuso, ad esempio, con un semplice sbobinatore , vale a dire con un mero riproduttore a posteriori delle opinioni espresse da altri. Infatti, il resocontista si caratterizza innanzitutto per diventare un soggetto attivo , e quindi a suo modo un protagonista , nei processi di trasposizione del testo orale nella forma scritta.

Certamente si può considerare un principio di etica pubblica il dovere che ha il resocontista di rispettare il criterio della “fedeltà nella riproduzione dell'altrui pensiero”. Ma al contempo dovrà abilmente e ragionevolmente saper adoperare il cosiddetto “filtro” del resocontista: sostituire i termini adoperati in maniera impropria, eliminare le ripetizioni inutili, completare i periodi lasciati in sospeso, correggere eventuali errori nella consecutio temporis o nella strutturazione delle frasi composte, modificare i riferimenti (in particolare, di tipo normativo, storico, politico, nominalistico, cronologico e territoriale) palesemente sbagliati e così via.

Ancora valide sono al riguardo le regole dettate presso il Senato della Repubblica, verso la fine dell'Ottocento, per la revisione dei resoconti stenografici: “non fare che i cambiamenti strettamente necessari per ricondurre la frase a quella regolarità e proprietà da cui si fosse allontanata nella foga dell'improvvisazione, mantenendo peraltro fedele non solo l'idea, ma anche, per quanto si può, l'espressione dell'oratore”.